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Etichetta a semaforo per gli alimenti

08/05/2015

Etichetta a semaforo

COS'E' L'ETICHETTA A SEMAFORO?

 

Si tratta di una etichetta riportante le calorie e le quantità di grassi (saturi e insaturi), sali e zuccheri presenti in 100 grammi (o in una porzione solo in particolari casi) di un prodotto alimentare. Inoltre, e questa è la caratteristica più importante e come vedremo più controversa dell'etichetta a semaforo, ad ogni componente viene associato un colore (verde, arancio o rosso) che corrisponde ad una valutazione sulla sua salubrità o insalubrità in rapporto alla quantità giornaliera di assunzione massima consigliata; il verde corrisponde ad un componente ritenuto consumabile quotidianamente senza rischi per la salute in quanto non la supera, l'arancio ad un componente consumabile solo saltuariamente e con moderazione in quanto è al limite, il rosso ad un componente che la supera e che quindi è sconsigliato.

 

SCOPO DICHIARATO DELL'ETICHETTA A SEMAFORO

 

Nelle intenzioni dei sostenitori dell'etichetta a semaforo questa dovrebbe aiutare il consumatore a scegliere facilmente grazie ai colori dell'etichetta quali prodotti alimentari acquistare o no e questa intenzione scaturisce dalla innegabile necessità di combattere le molte malattie da malnutrizione del mondo occidentale, dall'obesità ai disturbi cardiocircolatori e non solo.

 

VALIDITA' AI FINI DEL RAGGIUNGIMENTO DELLO SCOPO DICHIARATO

 

L'idea ad una prima valutazione sembra buona.. Ma, e questo è un dato di fatto, le indicazioni fornite sono veritiere e valide per UNO SPECIFICO ALIMENTO e pertanto non tengono conto di quello che è il fattore universalmente riconosciuto come il principale ai fini della prevenzione dell'obesità e di altre malattie correlate all'alimentazione: il REGIME ALIMENTARE COMPLESSIVO e lo STILE DI VITA.

 

Poco male, si potrebbe obiettare. L'etichetta fornisce comunque informazioni utili! ma su questo c'è molto da dire. L'etichetta fa PERCEPIRE un alimento come salutare o poco salutare e la sempicità del sistema a colori induce certamente un gran numero di consumatori a tralasciare la lettura attenta delle altre informazioni in etichetta, che spesso sono molto più importanti rispetto alla semplice e sola indicazione della quantità di certi componenti, seppure potenzialmente non salutari, presenti. Vogliamo parlare della quantità e del tipo di vitamine e sali minerali? vogliamo parlare della presenza conservanti e di allergeni? vogliamo parlare della corretta integrazione all'interno del regime alimentare complessivo? vogliamo parlare dell'impatto ambientale del ciclo di produzione e distribuzione di un alimento? o del ciclo di smaltimento dei suoi scarti/confezionamenti? e, noi che amiamo la farina e nei supermercati la troviamo quasi sempre solo molto raffinata... vogliamo parlare dei dismetabolismi sempre più diffusi causati dalla estrema raffinazione di certi alimenti? raffinazione che rende immediatamente disponibili all'organismo nutrienti che naturalmente non lo dovrebbero essere ma dovrebbero essere, appunto, metabolizzati con lentezza a prescindere dalla loro quantità presente in assoluto o in percentuale?

 

Etichetta a semaforo per il parmigiano

In sostanza l'etichetta a semaforo è una soluzione TROPPO SEMPLICE per un problema COMPLESSO e che presenta il grande rischio di fornire al consumatore un'informazione parziale e quindi non veritiera se non addirittura dannosa. Ecco l'etichetta a semaforo per il formaggio parmigiano... è chiaro che qualcosa non funziona... sembra l'etichetta di un veleno!

 

E con questo warnig per il Parmigiano che ho trovato sul sito di una delle più grandi catene di supermercati inglesi il quadro della situazione è completo...

Preparation and Safety

Warnings:

Microbiological Safety: Made using unpasteurised milk

SI PUO' MIGLIORARE L'ETICHETTA A SEMAFORO?

 

Tutto è migliorabile e l'idea di avere delle etichette di immediata comprensione non va buttata alle ortiche solo perchè inizialmente pensata male (o con malizia...). Innanzi tutto i tre colori non dovrebbero essere associati ai singoli componenti dell'alimento, ma all'alimento in quanto tale (quindi UN SOLO COLORE PER ALIMENTO). Inoltre a tale colore dovrebbe essere aggiunta una breve e chiara nota sulla frequenza massima di assunzione di una sua porzione. In tal modo io saprei subito che le patatine fritte sono un alimento ROSSO e magari leggo la semplice dicitura "da consumare con estrema moderazione e comunque non più di un tot volte al mese"... e saprei anche che il parmigiano reggiano o il grana sono alimenti VERDI con la dicitura ben evidenziata "l'elevato contenuto di grassi consiglia di assumere al massimo una porzione al giorno"... sono idee buttate li da uno che non pretende di avere la verità in tasca ma che è sicuro che le patatine fritte stanno dalla parte del male e il parmigiano sta dalla parte del bene! la cosa importante è dare indicazioni chiare, semplici ed evidenti su quale è la porzione consigliata per bambini, adulti e donne in gravidanza... non sarebbe tutto molto più semplice?

 

Vi segnalo questo link ad un'articolo, corretto nell'informare ed equilibrato nel valutare, del fattoquotidiano.it che cita il mutamento in meglio delle abitudini alimentari dei consumatori in alcuni punti vendita negli USA dove, cito dall'articolo,

 

"Nel marzo 2010 sono state attaccate delle etichette con il semaforo su tutti gli alimenti in vendita. I colore verde indicava: i cibi più sani (frutta, verdura, fibre, latte scremato e così via), il giallo quelli da consumare in modo occasionale, mentre il rosso quelli da evitare, possibilmente. Ogni articolo è stato catalogato anche in base al colore fornendo al momento di pagare, le percentuali dei tre colori sul totale della spesa."

 

Come vedete l'indicazione era semplicissima: le verdure erano VERDI e i fritti, è solo un esempio, erano ROSSI... poi in fase di pagamento il consumatore poteva avere anche il dettaglio ma la scelta l'aveva già fatta e in base ad un UNICO COLORE. Nell'articolo linkato ci sono anche i riferimenti agli articoli scientifici a supporto di American Journal of Preventive Medicine: "Food choices of..." e "A traffic light food labeling..."

 

EFFETTI ECONOMICI DELL'ETICHETTA A SEMAFORO OVVERO CHI CI GUADAGNA E CHI CI PERDE

 

Inutile nasconderlo... in un mondo dominato dalla logica della massimizzazione dei profitti e della globalizzazione dei mercati dietro le scelte di governi e potentati ci sono sempre anche valutazioni di carattere economico. Non voglio entrare in discussioni etiche, non è questo il luogo e non ho certo l'autorevolezza per farlo. Ma alcune considerazioni si impongono.

 

I paesi mediterranei hanno avuto da sempre fino a qualche decennio fa stili alimentari salutari fatte salve alcune zone e alcune situazioni storiche particolari. La famosa "DIETA MEDITERRANEA" non è un'invenzione del marketing ma la rilevazione di come una alimentazione ricca di vegetali, con olii sani non cotti, di una moderata quantità di alimenti di derivazione animale e di poca o pochissima carne sia la miglior garanzia di non farsi male! se poi a questo regime alimentare si associano anche uno stile di vita sano fatto di movimento fisico e di una vita senza troppi stravizi oltre che di un ambiente non stravolto da inquinanti di ogni tipo e genere il gioco è fatto... la garanzia di una vita lunga e sana è la massima possibile.

 

Gli alimenti tipici della dieta mediterranea sono da sempre prodotti, appunto, dai Paesi della sponda nord del Mediterraneo. I Paesi Iberici, la Francia, l'Italia e la Grecia da sempre hanno insegnato al mondo come si mangia in modo sano e gustoso. Nel Nord Europa tali alimenti di fatto non si producono, non solo per questioni climatiche ma anche per questioni culturali; sono però molto apprezzati dai consumatori (l'export dei prodotti mediterranei di eccellenza è ancora altissimo) e conquistano sempre maggiori fette di mercato in tutto il mondo. Il dubbio che l'etichetta a semaforo sia un modo per discriminarli e garantire ai Paesi del Nord Europa di poterli contrastare sui mercati interni e mondiali è più che lecito. Proprio per questo nei prossimi giorni cercheremo di approfondire l'argomento.

 

Link ad alcuni dei posti dove qualcuno decide cosa e come dovremmo mangiare... altri ne seguiranno

 

Sono link a siti molto corposi, pieni di documentazione su come l'Unione Europea intende muoversi e si muove sul fronte della tutela della salute alimentare dei propri cittadini. Purtroppo le informazioni presenti nei siti sono quasi esclusivamente in inglese, alla faccia della parità linguistica, ma vi invito a fare un piccolo sforzo e a consultarli perchè sono di estremo interesse e impattano direttamente sulla qualità di vita di ognuno di noi.

 

Il fatto che i link siano pubblicati in questo sito non significa necessariamente che pastamadre.eu e gli autori degli articoli di pastamadre.eu condividano le affermazioni presenti nei siti linkati.

 

eatwellproject.eu

EATWELLPROJECT.EU

Interventions to promote healty eatings habits: evaluation and recommendations

Sito in inglese, della Unione Europea, sul quale si parla delle linee guida in materia di alimentazione sana.

flabel.org

FLABEL.ORG

Food labelling to advance better education for life

Sito in inglese, partner dell'Unione Europea, che si occupa dell'impatto delle etichettature degli alimenti sulla salute dei consumatori

 

Alla prossima puntata! Potete seguire pastamadre.eu anche sulla pagina Facebook.

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